10 consigli per affittare per la prima volta casa come proprietario

Se sei un proprietario di immobili intraprendente, in cerca di un modo per arrotondare i guadagni, ti consigliamo di approfondire un nuovo genere di locazione molto in voga tra Regno Unito e USA chiamato Co-living. In questo articolo troverai tutte le informazioni ed i consigli che potranno far di te uno tra i primi in Italia a destinare un immobile a questa innovativa tipologia di affitto.

Co-living, che cos’è?

Il co-living è nuovo modello di coabitazione basato sul principio di comunità. Gli spazi abitativi di queste strutture sono progettati e arredati per ospitare persone che hanno stili di vita, interessi e passioni simili e compatibili.

Pensato per chi vive in grandi città, il co-living può risultare un’ottima opzione sia per il locatore che per l’affittuario. Infatti le strutture di co-living sono spesso condominii caratterizzati da stanze private affiancate a grandi spazi comuni ideali per la socializzazione, il lavoro da remoto e molte altre attività. Per questo motivo il co-living sarebbe il genere di sistemazione perfetta per i lavoratori e gli studenti delle maggiori città italiane ( Roma, Milano, Bologna, Venezia…) risultando così molto invitante per l’inquilino e redditizio per il locatore.

L’idea del co-living nasce nella famosissima Silicon Valley in risposta all’aumento dei prezzi d’affitto dovuto all’enorme domanda di appartamenti in affitto, maggiore della capacità d’offerta. Grazie al costo dell’affitto diviso tra più coinquilini e quindi relativamente basso, la domanda di sistemazioni in co-living è in costante aumento, sia per una ragione economica che per la possibilità di instaurare nuovi e costruttivi rapporti interpersonali.

I vantaggi del Co-living per i lavoratori e liberi professionisti

Il Co-living è il futuro! A differenza del Co Working, per un lavoratore autonomo o con orario flessibile questo nuovo concetto di lavoro estingue il problema del traffico cittadino, del tempo impiegato per raggiungere l’ufficio e quindi anche quello di una scarsa socializzazione causata dallo scarso tempo libero. Un altro obiettivo del co-living è quello di creare “comunità” facendo lavorare e vivere insieme persone mosse dalle stesse passioni o bisogni. Il tutto accompagnato dai comfort di una moderna sistemazione.

Normative sul Co-living

In molti paesi europei ed extraeuropei non è sempre facile ottenere le autorizzazioni per poter destinare un’immobile al co-living. Spesso bisogna superare diversi controlli di sicurezza tra cui quello che attesti la presenza della superficie minima legale e di servizi igienici per il numero di inquilini previsto.

In Italia non esistono ancora leggi o normative specifiche sul co-living. Quindi valgono le normali regolamentazioni per un immobile ad uso abitativo.

Il locatore dovrà stipulare un regolare contratto di locazione per ciascun inquilino si trasferisca nel suo immobile. I contratti stipulati per questa tipologia di affitto sono generalmente contratti di locazione parziale di natura transitoria ad uso abitativo.
In questi, il conduttore accetta la condivisione dell’immobile con terzi, anche estranei, titolari anch’essi di un contratto di locazione parziale. Inoltre, data la natura delle abitazioni co-living una buona regolamentazione è obbligatoria per garantire un ambiente sano ed ospitale. Per questo motivo il conduttore dovrà spesso impegnarsi a rispettare un patto di coabitazione. Questo verrà controfirmato dalle parti e andrà a regolare: l’utilizzo degli spazi comuni, la definizione dei ruoli e dei tempi per la pulizia delle parti comuni e di quant’altro si renderà necessario per una corretta convivenza fra le parti.

Gli affittuari principali di uno spazio di Co-living

Il target a cui è rivolta maggiormente l’offerta degli spazi co-living sono gli studenti, laureati e giovani professionisti tra i 22 e i 35 anni. Difatti le strutture destinate a questo uso dispongono di tutte le comodità per lo stile di vita tipico di quella fascia d’età e i suoi interessi.

Laureati o laureandi

Il co-living è una soluzione che strizza l’occhio ai laureati ed ai laureandi. Lo stile di vita proposto da una sistemazione simile differisce impercettibilmente da quello di uno studente universitario fuori sede, offre però una migliore qualità della vita e più possibilità di sviluppo professionale.
Il co-living è pensato per quei lavoratori che devono trasferirsi in una nuova città dopo aver ottenuto il loro primo impiego e non possono contare sull’appoggio di amici. Questo genere di sistemazione è anche molto conveniente, specie se le spese di un appartamento di proprietà dovessero risultare insostenibili così come quelle di un affitto pagato per intero.

Freelancer e lavoratori da remoto

Gli affitti a Milano come nelle altre grandi città italiane ed europee sono alti, così alti che, una una fetta non piccola di popolazione, vive con coinquilini, spesso anche in alloggi maltenuti e con convivenze turbolente.
Oltre al networking, un altro punto di forza del co-living è la cooperazione che si può creare tra i conviventi quando uno di essi fosse messo di fronte ad una sfida, un complicato progetto lavorativo o altre problematiche della vita da lavoratore.

Perché un locatore dovrebbe prendere in considerazione il Co-living

Questa fascia del mercato immobiliare è senza dubbio in crescita e continuerà ad occupare una posizione importante negli anni a venire. Infatti, da un lato, c’è sicuramente l’esigenza degli studenti e dei giovani professionisti a limitare le spese. Difficilmente uno studente o un professionista alle prime esperienze può farsi carico di un affitto intero in una città metropolitana. Dall’altro, troviamo la volontà dei giovani di condividere periodi importanti come il ciclo universitario ed i primi anni di lavoro con persone animate da interessi e obiettivi comuni.

Inoltre, il co-living permette ai locatori di guadagnare molto bene. Infatti, se si riesce ad affittare tutte le camere di un alloggio a persone diverse, la rendita totale sarà certamente maggiore di quanto avrebbe reso la proprietà affittata “normalmente” ad un singolo nucleo familiare. Va da sé che la mole di lavoro e rischio tra: ricerca inquilini, stesura contratti e periodi vacanti è certamente maggiore che nel caso degli affitti tradizionali.

Suggerimenti per trasformare il tuo immobile in uno spazio Co-living

Trovare l’inquilino perfetto non è facile, meno che mai se si tratta di affittare spazi per co-living. Mettete subito in chiaro i punti di forza del vostro spazio co-living. Vi consigliamo di puntare sui servizi offerti all’interno dell’immobile e dalla zona, così da attirare un target in linea con il vostro spazio.
I collegamenti coi mezzi pubblici, la vicinanza con l’Università, la presenza di una scena culturale o gastronomica interessante in città sono alcuni fattori che potrebbero rendere molto interessante la tua proposta d’affitto in Co-living.

È di fondamentale importanza valutare come preparare e arredare la vostra proprietà in modo da presentarla al meglio sul mercato. Puntate a trovare un equilibrio tra le zone private, come camere da letto e bagni e aree in comune come giardino, terrazza o anche bar. Potreste ad esempio scegliere la cucina come fulcro del vostro progetto: questa stanza diventerà così il punto di incontro degli inquilini dello stabile e dovrà pertanto essere uno spazio sufficientemente ampio, accogliente e disporre dell’attrezzatura necessaria per tutti gli affittuari
In ultimo, attenzione ai dettagli!! Dalla connessione a banda larga ad elettrodomestici di qualità. Saranno proprio questi a fare la differenza nella vita di tutti i giorni dei vostri inquilini.

Servizi ed extra caratteristici di una struttura di Co-living

Gli spazi destinati al co-living spesso sono composti da un’ampia zona comune, una cucina e dalle tre alle sei camere da letto. Nel caso di stabili di lusso, tra le zone comuni sono spesso presenti: palestre, sale dedicate allo yoga, grandi giardini ed addirittura piscine.

Tutti questi servizi sono inclusi nell’affitto mensile così come lo è una rete WI-FI di qualità.
Alcuni spazi per co-living includono anche una portineria, una pulizia giornaliera, un bar/ caffetteria ed offrono un servizio di prima colazione e pasti serali, quasi una mezza pensione alberghiera.
In questo caso però, perché l’attività si riveli redditizia, si necessitano numerose stanze e quasi tutte affittate.

Il Co-living spiegato ai locatorio: In breve

  • Il co-living è un nuovo mercato fiorente per i locatori. I margini di profitto possono essere notevolmente più grandi.
  • Questo mercato è ancora agli inizi in Italia. Assicurati di fare le dovute ricerche e di valutare la domanda nella tua zona.
  • Dovrete scegliere la tipologia di inquilini che vorrete ospitare nel vostro spazio in modo da rispondere ai particolari bisogni di quella categoria.
  • Uno spazio di co-living può richiedere più tempo in burocrazia e attività di marketing e ricerca inquilini che un alloggio tradizionale.
  • Il co-living offre la possibilità di sbizzarrirsi ai proprietari di casa che amano l’interior design. Potrete creare confortevolissime stanze private e sale comuni luminose e ricche di accessori.

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