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  • Sommario dei contenuti
  • Codici tributo F24 della cedolare secca: 1840, 1841 e 1842
  • Imu 2018 codici tributo F24 3918, 3914 e 3912
  • Codice tributo 3918
  • Codice tributo 3912
  • Codice tributo 3914
  • Come si utilizzano i codici tributo nel modello F24

Codici tributo F24 per la casa: quali bisogna conoscere

codici tributo f24

Cosa sono esattamente i codici tributo f24? Riuscire a muoversi agilmente tra le norme della burocrazia italiana a volte è una vera e propria sfida. Ecco perché oggi trattiamo un argomento che è spesso fonte di perplessità, ma che è necessario conoscere. I codici tributo F24 sono dei codici stabiliti dall’Agenzia delle Entrate, costituiti da 4 numeri, che permettono di pagare le imposte allo Stato attraverso il modello F24, o il modello F23. Ogni codice è legato ad una determinata tipologia di tributo, e per questo motivo sono molto numerosi.

A questo link dell’Agenzia delle Entrate, è possibile ricercare tutti i codici tributo.

Ma quali dovete cercare, per le imposte relative alla casa in affitto? Trovate qui sotto le più importanti da conoscere.

Codici tributo F24 della cedolare secca: 1840, 1841 e 1842

Se il modello di contratto di affitto che hai scelto è con il regime della cedolare secca, questi sono i codici tributo che devi conoscere per pagare l’imposta. L’imposta sulla cedolare secca sostituisce l’imposta sul reddito, l’imposta di registro, e l’imposta di bollo.

Codice tributo 1840: serve per versare la prima rata di acconto per la cedolare secca (entro il 16 giugno di ogni anno). L’importo può essere suddiviso in più rate, o essere pagato in un unica soluzione. Attraverso questo codice tributo il proprietario può versare le imposte sul reddito delle persone, e pagare le imposte sostitutive dell’IRPEF.

ATTENZIONE! Il codice tributo 1840, per il pagamento della prima rata della cedolare secca, si utilizza solo se l’imposta da versare è superiore a 51,64 Euro!

Codice tributo 1841: questo codice tributo F24, deve essere utilizzato per il pagamento della seconda rata dell’acconto della cedolare secca. L’importo deve essere inferiore a 257,52 Euro, e non è possibile versarlo a rate. L’importo per il pagamento dell’imposta sostitutiva deve quindi essere versato in un’unica soluzione.

Codice tributo 1842: è il codice tributo da utilizzare per versare il saldo dell’imposta sulla cedolare secca, e per indicare gli importi a credito che l’Agenzia delle Entrate dovrà versare. L’importo è pari al 5% dell’imposta.

Ecco lo schema che vi aiuterà a capire quando pagare i codici tributo f24 sulla cedolare secca, e come funziona ogni singolo codice:

CODICE TRIBUTO SULLA CEDOLARE SECCA A COSA SI RIFERISCE QUANDO SI DEVE PAGARE CHI LO DEVE PAGARE CHE IMPORTO SI DEVE VERSARE?
Codice tributo 1840 prima rata della cedolare secca entro il 16 giugno (a partire dal secondo anno di locazione) chi ha un’imposta sostitutiva maggiore di 51,65 Euro, e ha scelto la soluzione di pagamento in due rate Il 60% del totale dell’imposta sulla cedolare secca
Codice tributo 1841 seconda rata della cedolare secca entro il 30 novembre – chi deve versare una imposta minore di 51,65 Euro
– chi deve pagare la seconda rata
– il totale dell’imposta minore di 51,65 Euro
– il 40% del totale dell’imposta
Codice tributo 1842 saldo dell’imposta entro il 30 giugno dell’anno successivo all’anno di riferimento tutti i proprietari che scelgono il regime della cedolare secca 5% dell’importo totale dell’imposta

Imu 2018 codici tributo F24 3918, 3914 e 3912

Se siete proprietari di un immobili, o ne avete un diritto reale, dovete versare annualmente l’IMU. L’IMU che cos’é? è l’imposta che va pagata su queste tipologie di immobili:

  • abitazioni principali di lusso (categorie A/1, A/8 e A/9)
  • seconde case
  • qualunque tipo di fabbricati
  • aree edificabili
  • terreni agricoli
  • tutti gli altri immobili (come negozi, laboratori, capannoni, box non di pertinenza dell’abitazione principale).

Per il pagamento dell’Imu 2018 i contribuenti devono utilizzare il modello F24 ordinario o semplificato. A metà anno si effettua il versamento dell’acconto dell’imposta, mentre a fine anno avviene il versamento del saldo IMU.
Per il 2018 il versamento del saldo avverrà il 17 dicembre.

I codici tributo F24 per l’IMU più ricorrenti sono:

Codice tributo 3918

Il codice tributo IMU 3918 è riferito agli “altri fabbricati”, ovvero a tutti gli immobili diversi dalla prima casa. Quindi il codice tributo 3918 serve per il pagamento dell’Imu sulla seconda casa, al Comune di residenza. Il riferimento normativo è il Decreto Legge n. 201 del 6 dicembre 2011.

Codice tributo 3912

Il codice tributo IMU 3912 è riferito alle cosiddette case di lusso, e si utilizza per l’IMU sull’abitazione principale, e alle relative pertinenze.
Le categorie catastali interessate sono le seguenti:

A/1 – Abitazioni di tipo signorile;
A/8 – Abitazioni in ville;
A/7 – Castelli, palazzi di eminenti pregi artistici o storici.

Codice tributo 3914

Tra i codici tributo F24, quello che serve per pagare le tasse collegate ai terreni, è il 3914.

Questo codice tributo va spesso in coppia con il codice 3915. La differenza è che il codice 3914 si riferisce all’imposta dovuta al comune di residenza dove si trova il terreno, mentre il codice tributo 3915 si riferisce all’imposta dovuta allo stato. Il contributo viene suddiviso in parti uguali.

Come si utilizzano i codici tributo nel modello F24

I codici tributo devono essere inseriti nel modello F24 all’interno della relativa sezione. Per esempio: per i codici tributo relativi all’IMU, la sezione dell’F24 dove inserirli è “imu e altri tributi locali”.
Una volta all’interno delle sezione i passaggi sono:

  1. inserire il codice ente o il codice comune: è il numero di identificazione del comune che riceverà il versamento. Per scoprire qual è il codice di vostro interesse, potete consultare questa tabella dell’Agenzia delle Entrate;
  2. deve essere sbarrata la casella “acc” (se è pagamento di un acconto) o quella di “saldo” (se è il saldo dell’imposta);
  3. bisogna indicare il numero degli immobili oggetto della tassazione;
  4. inserire il relativo codice tributo.
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