progettazione interni

Ne parliamo con l’Architetto Sofia Nicoli, specializzata in risrutturazione e interior design.

La pandemia globale COVID-19 ha influito sulla nostra vita, e sul modo di abitare le nostre case. Nuove esigenze sono emerse chiaramente, richiedendo risposte immediate dai professionisti della progettazione interni, in grado di garantire confort e benessere abitativo.

Fino ad oggi l’impianto planimetrico più apprezzato dai compratori, e praticato dai costruttori, ha visto appartamenti per lo più con:

  • ambienti giorno open space
  • cucine aperte collegate con la zona pranzo e living
  • ingressi che immettevano direttamente nella zona giorno
  • armadi o cabine armadio all’interno delle stanze da letto.

Da oggi in poi tutto questo dovrà essere radicalmente rivisto dal momento che la volontà di vivere in una casa più salubre ci spingerà a prediligere una distribuzione degli spazi più adeguata, l’installazione di impianti per il trattamento dell’aria, e la scelta di materiali per gli interni che possano essere igienizzati.

Abbiamo deciso di parlarne con l’Architetto Sofia Nicoli.

Parliamo di progettazione interni, relativamente alla distribuzione degli spazi in casa. Quali sono le modifiche da considerare alla luce dellemergenza sanitaria?

Il primo punto sul quale mi concentrerei nella nuova progettazione interni è sicuramente l’ingresso.

Le abitazioni il cui ingresso non preveda immediatamente l’accesso ad un ripostiglio, da oggi dovranno dotarsene e prevedere al suo interno anche un piccolo lavamani.

Il momento dell’ingresso in casa ha infatti assunto un’importanza fondamentale: non si tratta più di un vano in cui viene effettuato un passaggio veloce per appoggiare le chiavi.

Questa fase si è arricchita di nuove procedure, e necessita pertanto di nuovi raccoglitori.  È diventato il vano in cui si svolgono vestizione e svestizione dai dispositivi di limitazione al contagio, e in cui trovare:

  • i contenitori per la raccolta guanti e mascherine usati
  • la scarpiera
  • il contenitore per borse e cappotti che devono rimanere confinati se non sanificati immediatamente
  • il lavandino lavamani, sia per i proprietari e che per gli ospiti.

Pertanto l’ideale sarebbe raccogliere tutto ciò, contenitori e indumenti, all’interno di un vano ripostiglio, separato, ma comunque vicino alla porta di ingresso.

Oltre allingresso di casa, a fronte dell’emergenza COVID-19, ci sono altri spazi abitativi che dovranno essere riprogettati?

Sicuramente la cucina: archiviamo l’idea dell’open space e della cucina a vista, ovvero tutt’uno con il pranzo e la zona living.

Nella nuova progettazione interni sarà preferibile che la cucina torni ad essere un locale separato in modo da poter essere igienizzato, integralmente e rapidamente, ogni volta che sarà necessario. In questo modo si permetterà inoltre che la stanza resti protetta igienicamente dall’accesso di troppe persone durante cene o pranzi con amici e parenti.

La separazione potrà avvenire destinando locali diversi alle varie attività oppure per mezzo di semplici pannelli divisori scorrevoli. Pannelli in vetro trasparente ad esempio svolgeranno un’ottima funzione di separazione funzionale, permettendo di conservare l’effetto di apertura visiva.

Secondo alcune dichiarazioni rilasciate da Alessandro Miani, presidente della Società Italiana di Medicina Ambientale, la qualità dell’aria interna agli ambienti chiusi risulta essere “mediamente 5 volte più inquinata di quella che respiriamo fuori”. I proprietari di casa come possono quindi avere un’aria pulita?

A prescindere dal Coronavirus, avere un’aria pulita all’interno degli ambienti confinati è buona cosa, perché riduce il rischio di patologie dovute ad inquinanti che portiamo da fuori o che produciamo noi stessi.

Alla luce di queste dichiarazioni dovremmo occuparci di sanificare anche l’aria negli ambienti. È un’ operazione eseguibile una tantum, da parte di operatori specializzati, per mezzo di nebulizzazione di ozono, oppure in maniera continuata e quindi più efficace installando impianti di ventilazione forzata dotati di filtri, da integrarsi agli impianti canalizzati di riscaldamento e raffrescamento.

Chi si trova in fase di progettazione interni ha spesso il dubbio sulla scelta dei materiali. Oggi questa scelta ha un peso ancora più importante. Ci sono dei criteri da adottare?

Tutti gli ambienti della casa dovranno essere sanificabili in modo da non permettere la proliferazione di virus. Per questo si dovrà fare attenzione ai materiali con cui sono fatte tutte le superfici, sia quelle dei pavimenti che dei mobili che, soprattutto, di piani e antine della cucina e del bagno.

Uno studio pubblicato sul The New Engand journal of Medicine del 16 Aprile ci ha riportato gli esiti della recente ricerca sui tempi di permanenza e capacità infettante dei virus SARS-CoV-2  e SARS-CoV-1 su diverse tipologie di superfici.

In particolare sono stati analizzati quattro materiali:

  1. rame
  2. cartone
  3. acciaio inox
  4. plastica.

I test sono stati condotti a temperatura ambiente (21-23°C con umidità relativa del 40%), condizioni che potremmo tranquillamente paragonare a quella delle nostre case.

Quali sono stati i risultati ottenuti?

materiali più “inospitali” per il virus sono risultati essere il rame e il cartone con un dimezzamento della capacità infettiva in meno di due ore per il primo materiale ed entro 5 ore nel caso del secondo.

Un abbattimento completo dell’infettività è stato osservato rispettivamente dopo le 4 ore per il rame e le 24 ore per il cartone.

E per quanto riguarda le altre superfici, come l’acciaio inox?

Sulle altre due superfici la persistenza è risultata maggiore.

Sull’acciaio inox la carica infettante risultava dimezzata solo dopo circa 6 ore, mentre ne erano necessarie circa 7 per dimezzarla sulla plastica.

Questo dato si associava a un tempo decisamente più lungo, rispetto ai primi due materiali, per osservare un completo azzeramento dell’infettività: almeno 48 ore per l’acciaio e 72 per la plastica. Il rischio, quindi, diminuisce notevolmente al passare delle ore ma non si annulla se non dopo qualche giorno.

Alla luce di questa interessante ricerca, quali sono a suo parere i materiali da preferire per gli ambienti delle case?

Preso atto che il virus, nel migliore dei casi, permane comunque alcune ore sulle superfici, durante la progettazione interni per la realizzazione di pavimenti e rivestimenti, soprattutto di ingresso, cucina, bagni, zona pranzo e living sarà preferibile l’impiego di materiali quali il gres porcellanato, resine o altri.

Materiali che sopportano senza deteriorarsi trattamenti igienizzanti con vapore o prodotti specifici, evitando quindi marmo e legno.

Anche per i piani di cucina e bagno è opportuno privilegiare materiali trattabili con antibatterici, come ad esempio acciaio, gres, Fenix o Kerliti.

Abbiamo visto come riprogettare gli ambienti delle nostre case, e quali sono i materiali più adatti in base ai tempi di permanenza sulle superfici del virus. Ha anche dei consigli per quanto riguarda la scelta degli arredi?

Per la scelta degli arredi per la propria casa, il primo passo è quello di assicurarsi che le superfici siano sanificabili. Successivamente dobbiamo assicurarsi che virus e batteri trovino meno luoghi favorevoli possibile.

Per questo il mio consiglio è di fare attenzione al tipo di arredi che si scelgono nel corso della progettazione di interni, e alle tecnologie da impiegare.

In particolare meglio evitare:

  • mensole
  • librerie e contenitori aperti

sostituendoli con contenitori chiusi e librerie chiuse o vetrine, in modo da tenere tutto al riparo da contaminazioni e risparmiare tempo durante le sanificazioni.

Consiglio inoltre di usare, ove possibile, sensori per le accensioni delle luci dal momento che la sanificazione degli interruttori è più complicata.

Oltre ad installare all’interno di armadi e cabine armadio sistemi automatici di igienizzazione degli indumenti (già presenti in commercio, come questi).

Per tutti coloro invece che lavoreranno ancora molto tempo in smart working, o che hanno in previsione di farlo in futuro, come devono progettare gli ambienti di casa?

In questo caso risulterà più efficace dedicare una stanza, o un angolo, al lavoro, avendo cura che:

  • sia ben illuminato da luce naturale
  • dotato di una finestra apribile per arieggiarlo
  • colorato
  • arredato con colori tenui e rilassanti
  • dotato di una sedia, tavolo e lampada ergonomici per evitare che le troppe ore spese in situazioni poco confortevoli influiscano negativamente sul benessere.

L’attenzione alla salubrità degli ambienti darà certamente un valore maggiore alle nostre abitazioni, e sicuramente lo darà alla vita dentro casa.

Per ottenere una progettazione personalizzata dell’interno della propria casa, è possibile contattare l’Architetto Nicoli visitando il sito Internet https://sofianicoliarchitetto.it/.

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